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di Giulio Andreani

26 Agosto 2013

Le perdite su crediti verso imprese assoggettate a procedure concorsuali: quando dedurle

Con la circolare n. 26/E dell’1 agosto 2013, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla deducibilità delle perdite su crediti. Da tale pronuncia discendono i seguenti importanti corollari:

i) relativamente alle perdite su crediti verso imprese assoggettate a procedure concorsuali (o che hanno stipulato un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato dal competente tribunale) sussistono i requisiti di deducibilità (e precisamente quelli di certezza e precisione), indipendentemente da qualsiasi ulteriore presupposto e prova, a decorrere dall’esercizio di apertura della procedura o di omologa dell’accordo di ristrutturazione. Ciò non significa tuttavia che sia deducibile in tale esercizio un importo pari all’intero ammontare del credito;

ii) infatti l’entità delle perdite deducibili, in detto periodo così come negli esercizi successivi, è (solo) quella risultante dal bilancio correttamente redatto;

iii) la conformità del bilancio al codice civile e ai principi contabili rileva anche ai fini dell’attribuzione temporale della perdita agli esercizi cui questa compete e quindi anche ai fini della determinazione della perdita deducibile in ciascun esercizio.
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  10 Agosto 2013

Conti scudati

Con le istruzioni del 9 agosto 2013, l’Agenzia delle Entrate, nel fornire ulteriori chiarimenti agli intermediari finanziari in materia di comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari, ha precisato che devono essere comunicati anche i saldi e i totali delle movimentazioni di dare ed avere relativi a rapporti finanziari scudati, in considerazione del fatto che tutti i conti perverranno in maniera indistinta. In particolare, secondo l’Amministrazione finanziaria, tale soluzione non solo risulta rispettosa del principio di uguaglianza tra i contribuenti, che vengono così posti sul medesimo piano al fine della composizione delle liste selettive, ma non viola neppure il principio di riservatezza che connota i rapporti scudati, poiché “il trattamento di tali informazioni avviene mediante un algoritmo e senza alcun intervento umano”. Per una critica a tale posizione si veda nella stessa sezione l’articolo “La comunicazione di saldi e movimentazioni dei conti scudati all’archivio dei rapporti finanziari” del 7 luglio 2013.
9 Agosto 2013

L'obbligo di pagamento dell'iva e delle ritenute nel concordato preventivo con e senza transazione fiscale

Sommario

1. Premessa. 2. Natura facoltativa od obbligatoria della transazione fiscale. 3. Il trattamento del credito erariale avente a oggetto l'iva e le ritenute. 3.1. La tesi della prevalenza dell'art.160, comma 2, sull'art. 182-ter, comma 1, della legge fallimentare sostenuta prima delle pronunce della Corte di Cassazione. 3.2. La tesi della Corte di Cassazione. 3.3. L'orientamento della giurisprudenza di merito successivo alle sentenze della Corte di Cassazione. 4. Critica della tesi della Corte di Cassazione sulla intangibilità dei crediti tributari relativi a iva e ritenute nel concordato preventivo. 4.1. La asserita natura al tempo stesso processuale e sostanziale dell'art. 182-ter e l'inesistenza del principio di trattamento omogeneo dei crediti erariali nelle procedure concorsuali. 4.2. La irrilevanza della natura comunitaria dell'iva ai fini di cui trattasi. 4.3. Il contrasto tra il comma 2 dell'art. 160 della legge fallimentare e gli artt. 2777 e segg. c.c., da un lato, e l'art. 182-ter, comma 1, della legge fallimentare, dall'altro, e il suo (solo apparente) superamento da parte della Corte di Cassazione.

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  5 Agosto 2013

Novità giurisprudenziali sulla falcidiabilità dell'IVA e delle ritenute fiscali nel concordato preventivo

Nei giorni scorsi sono intervenute nuove pronunce di giudici di merito sulla falcidiabilità dell'iva e delle ritenute fiscali nel concordato preventivo non assistito da transazione fiscale, le quali, analogamente a quanto era accaduto in precedenza, pervengono a conclusioni contrapposte, in parte aderendo all'indirizzo espresso ormai in più occasioni dalla Corte di Cassazione, contrario alla falcidiabilità in ogni caso di tali tributi, e in parte disattendendolo.
In particolare secondo il decreto n. 132/1326 emesso dalla Corte di Appello di Genova il 10 - 27 luglio 2013, il fatto che il divieto di falcidia del credito iva sia previsto esclusivamente dall'art. 182-ter della legge fallimentare e non sia stato inserito nell'ambito della disciplina generale del concordato, posta dall'art. 160 della stessa legge, costituisce un argomento di natura sistematica che non può essere trascurato...

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29 Luglio 2013

Principi di attestazione dei piani di risanamento: le attestazioni speciali di cui agli artt. 182-quinquies e 186-bis L.F.

Sono in corso di emanazione, da parte di qualificati organismi professionali e accademici, i principi di attestazione dei piani di risanamento; qui di seguito viene esposto quello concernente le attestazioni speciali previste dagli artt. 182-quinquies e 186-bis L.F..

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  29 Luglio 2013

Il trattamento contabile e fiscale della costituzione del diritto di superficie

L’Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, con il Doc. n. 16 del 2013, ha affrontato le diverse problematiche poste, sotto il profilo contabile, dalla costituzione del diritto di superficie, sia dal lato dell’impresa concedente, sia dal lato dell’impresa concessionaria. Nel caso (più ricorrente) di costituzione a tempo determinato, il corrispettivo maturato deve essere trattato alla stregua di un canone per la concessione in godimento di un bene, da riscontare «pro rata temporis» se percepito in un’unica soluzione all’atto della stipula del reativo contratto; a propria volta, l’impresa concessionaria deve imputare al conto economico solo la quota del corrispettivo di competenza di ciascun esercizio, anche in caso di pagamento dello stesso in un’unica soluzione. Si ritiene che il trattamento da riservare, ai fini delle imposte sui redditi, al corrispettivo conseguito dal concedente dovrebbe essere coerente con tale assetto contabile, mentre l’impostazione tradizionale, in forza dell’art. 9, comma 5, del T.U.I.R., considera applicabile «in toto» la disciplina fiscale relativa alla cessione a titolo oneroso.
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