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di Giulio Andreani

7 Luglio 2013

La comunicazione dei saldi e delle movimentazioni dei "conti scudati" all'archivio dei rapporti finanziari

Gli intermediari finanziari si accingono a comunicare all'Anagrafe tributaria le movimentazioni e i saldi dei rapporti finanziari relativi all'anno 2011 e si stanno domandando se sono oggetto di tale comunicazione anche i rapporti finanziari "scudati".
Illustriamo qui di seguito i motivi per i quali tali rapporti dovrebbero essere esclusi dalla predetta comunicazione, anche se probabilmente l'opinione dell'Agenzia delle entrate sarà diversa.

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  24 Giugno 2013

Assonime fa il punto su accordi di ristrutturazione, piani attestati e sopravvenienze da esdebitamento

La disposizione dell’art. 88, comma 4, del T.U.I.R., che esclude, «per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo», la rilevanza fiscale della sopravvenienza attiva costituita dalla riduzione dei debiti dell’impresa derivante da accordi di ristrutturazione dei debiti omologati e da piani attestati, pubblicati nel registro delle imprese, è stata oggetto di approfondito esame da parte dell’Assonime con la circolare n. 15 del 2013. Secondo l’Associazione, in virtù della presumibile «ratio» della norma (alla quale non sarebbe possibile attribuire decorrenza retroattiva per gli elementi di novità introdotti), la perdita di periodo, cui commisurare la quota imponibile della sopravvenienza attiva, deve essere computata senza tenere conto di detto provento e il limite di utilizzo dell’80%, previsto dall’art. 84 del T.U.I.R. per le perdite pregresse (diverse da quelle realizzate nei primi tre periodi d’imposta), deve essere applicato non al reddito d’impresa imponibile effettivamente dichiarato, bensì - al solo tal fine – a quello calcolato assumendo la sopravvenienza attiva integralmente tassabile.
17 Giugno 2013

Apporti di opere e servizi a favore di «start up» innovative e incubatori certificati

Con la circolare n. 11 del 2013, l’Assonime ha esaminato l’intera disciplina introdotta dal D.L. n. 179/2012 con riguardo alle imprese «start up innovative» e agli «incubatori certificati». Sotto il profilo fiscale, resta in particolare dubbio il trattamento da riservare agli apporti di opere e servizi resi a favore di «start up» innovative o di incubatori certificati costituiti in forma di società a responsabilità limitata che, pur costituendo operazioni fiscalmente irrilevanti in capo all’apportante per espressa previsione normativa, dovrebbero continuare a dare luogo, sulla base delle regole ordinarie, a costi deducibili in sede di determinazione del reddito d’impresa imponibile per la società conferitaria.
  3 Giugno 2013

I beni in godimento ai soci debuttano in UNICO 2013

Nel modello UNICO PF/2013 è stato previsto un apposito campo ove indicare il reddito derivante dall’utilizzo di beni concessi in godimento dall’impresa verso un corrispettivo inferiore al valore di mercato. La relativa disciplina, a distanza di quasi due anni dalla sua introduzione, presenta ancora qualche margine di incertezza, nonostante gli ampi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate. La questione più spinosa riguarda la possibilità di «dedurre» dal reddito diverso (pari alla differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo pattuito) i relativi costi indeducibili, sostenuti dall’impresa concedente, anche nel caso in cui il maggior reddito d’impresa che discende da tale recupero a tassazione è imputato ad un soggetto diverso dal titolare del reddito diverso.
27 Maggio 2013

Riflessi fiscali della conversione del debito in capitale

Sulla base dell’impostazione contabile prescritta dall’IFRIC 19, l’emissione di nuove partecipazioni societarie a favore di soggetti creditori della società, da sottoscrivere mediante l’utilizzo parziale o totale dei crediti da questi vantati verso la stessa («debt to equity swap» o conversione del debito in capitale), può comportare l’emersione di un «utile da conversione » costituito dalla differenza (di segno positivo) tra il valore contabile del debito estinto (o convertito) e il «fair value» delle nuove partecipazioni emesse. Alla posta contabile così emersa non sembra possa darsi rilevanza reddituale, in virtù del precetto contenuto nell’art. 88, comma 4, del T.U.I.R. In tal senso si è pronunciata anche l’Assonime con la circolare n. 15 del 13 maggio 2013, avente ad oggetto le disposizioni introdotte dal D.L. n. 83/2012 in tema di sopravvenienze attive e perdite su crediti.
  8 Aprile 2013

Plusvalenze e sopravvenienze attive ai fini IRAP nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione

Le novità recate dal D.L. n. 83/2012 in tema di fiscalità della crisi d’impresa sono certamente apprezzabili, ma lasciano la sensazione di interventi sporadici, privi di una visione d’insieme. L’assenza di una sistematicità della disciplina fiscale che ne deriva è rinvenibile, in particolare, con riguardo all’IRAP, cui sono soggette, in virtù delle regole generali che regolano tale tributo («in primis» del principio di correlazione) e a causa dell’assenza di disposizioni «ad hoc», le plusvalenze e le minusvalenze realizzate da società in sede di concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione, anche quando questi hanno finalità meramente liquidatorie, al contrario di quanto è invece previsto ai fini dell’IRES e dell’IRPEF per tutti i soggetti e di quanto discende, con riguardo alla stessa IRAP, relativamente alle imprese individuali in base ai principi generali di tale ultimo tributo.
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