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di Giulio Andreani

4 Febbraio 2013

La prova contraria nel nuovo accertamento sintetico

Elemento qualificante della disciplina del nuovo accertamento sintetico è l’obbligatorietà del contraddittorio procedimentale. Ne discende che gli indici di spesa e quelli del redditometro costituiscono fonte di presunzione semplice dell’esistenza del reddito sinteticamente determinabile. Il contribuente è perciò ammesso a provare, anche per presunzioni, a) in via preliminare, l’inidoneità presuntiva di tali indici; b) dipoi, l’insussistenza del reddito sinteticamente quantificato, mediante qualsiasi mezzo.
  21 Gennaio 2013

Misure di favore per nascita e sviluppo di imprese start-up innovative e incubatori certificati

In sede di conversione del D.L. n. 179/2012 (decreto «crescita-bis»), sono state apportate significative modifiche alla disciplina delle imprese «start-up innovative». Particolare rilievo assume la previsione secondo cui possono acquisire tale «status» solo le società la cui maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e la maggioranza dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria sono detenute, al momento della costituzione e per i successivi ventiquattro mesi, da soci persone fisiche. Il possesso di tale requisito sembrerebbe previsto anche per le società costituite prima della data di entrata in vigore della legge di conversione.
7 Gennaio 2013

Le sopravvenienze da esdebitamento in caso di presenza contestuale di perdite pregresse e di periodo

La disposizione che esenta da imposizione la sopravvenienza attiva da esdebitamento, conseguita nell’ambito degli accordi di ristrutturazione del debito e dei piani attestati, limita tale esenzione all’eccedenza di detta sopravvenienza rispetto alle perdite pregresse e alla perdita di periodo. Poiché la norma nulla prevede in ordine al meccanismo di calcolo della quota esente in presenza di entrambe le tipologie di perdite, occorre verificare gli effetti che si producono, in tale circostanza, sia sulla base di una prima interpretazione, che confronta l’ammontare della sopravvenienza attiva dapprima con le perdite pregresse e l’eventuale eccedenza con la perdita di periodo, sia sulla base di una diversa interpretazione, che confronta l’ammontare della sopravvenienza attiva dapprima con la perdita di periodo e l’eventuale eccedenza con le perdite pregresse; gli effetti non sono infatti i medesimi.
  12 Dicembre 2012

Presupposti soggettivi e limiti del divieto di deducibilità dei costi relativi a operazioni con stati a regime fiscale privilegiato


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10 Dicembre 2012

Le sopravvenienze da esdebitamento in presenza di perdite

Il D.L. n. 83/2012 ha esteso agli accordi di ristrutturazione e ai piani attestati il regime di esenzione delle sopravvenienze attive da esdebitamento già previsto con riguardo al concordato preventivo. Tuttavia, tale esenzione è stata limitata, per gli accordi di ristrutturazione e i piani attestati, alla parte che eccede le perdite pregresse e di periodo. La formulazione letterale della nuova disposizione, che prevede tale limitazione, origina un «circolo vizioso interpretativo», poiché non precisa se la perdita di periodo va a tal fine assunta al lordo o al netto della sopravvenienza stessa, né se le perdite pregresse rilevano, o meno, nel limite di cui all’art. 84 del T.U.I.R. Ne discendono incertezze interpretative e, a seconda dell’interpretazione adottata, il rischio che le sopravvenienze continuino a essere parzialmente tassate.
  26 Novembre 2012

Indeducibilità dei costi da reato e soggettivamente inesistenti: sanzioni e «reverse charge»

Il D.L. n. 16/2012, nel prevedere l’indeducibilità dei soli costi inerenti all’acquisizione di fattori produttivi direttamente utilizzati per la commissione di un delitto non colposo, sembra avere introdotto una cd. sanzione impropria. L’applicazione dei principi generali del diritto punitivo dovrebbe dunque escludere l’irrogazione, ai fini delle imposte sui redditi, delle sanzioni amministrative per infedele dichiarazione nonché il delitto d’infedele dichiarazione. Ai fini IVA, invece, l’irrogabilità delle sanzioni pecuniarie dipende dall’insussistenza del diritto del contribuente di detrarre l’IVA passiva, secondo i principi del diritto comunitario. In ogni caso, quando il «reverse charge» è correttamente adottato dal punto di vista oggettivo, sarebbe da escludere, anche in presenza di colpevole ignoranza da parte del cessionario circa l’effettiva soggettività del cedente, l’applicazione della sanzione proporzionale per violazione dell’obbligo di autofatturazione, che l’Agenzia delle entrate sembra invece ritenere dovuta.
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