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di Giulio Andreani

10 Settembre 2012

Come cambia la fiscalità della crisi d’impresa con il decreto «crescita»

Il D.L. n. 83/2012 («decreto crescita») ha modificato la fiscalità della crisi d’impresa, introducendo novità che hanno interessato anche i piani di risanamento di cui all’art. 67, comma 3, lett. d), l.f. Sebbene non sia espressamente previsto, le peculiarità di tale istituto e la stessa «ratio» dell’intervento lasciano propendere per la deducibilità delle perdite su crediti derivanti dall’esecuzione di piani di ristrutturazione che prevedano degli stralci, poiché in dette ipotesi sussistono gli elementi certi e precisi richiesti a tal fine dall’art. 101, comma 5, del T.U.I.R. Il suddetto decreto ha altresì modificato l’art. 178 l.f., disponendo che il mancato esercizio del voto sulla proposta di concordato preventivo equivarrà alla manifestazione di voto favorevole; di tale novità l’Amministrazione finanziaria, che - in assenza di transazione fiscale - in genere tende ad esprimere il proprio voto solo se negativo, dovrà quindi tenere debitamente conto in sede di valutazione delle proposte di concordato preventivo non assistite da transazione fiscale.
  2 Settembre 2012

La disciplina IRAP per i soggetti IAS ancora in attesa di certezze

A seguito della riforma del 2007, le regole di determinazione della base imponibile IRAP delle imprese «IAS adopter», non esercenti attività finanziaria o assicurativa, continuano a prevedere l’obbligo di riclassificare le voci del conto economico secondo le corrispondenti voci dello schema legale previsto dall’art. 2425 c.c., per risalire al valore ed ai costi della produzione rilevanti a tal fine. In ordine alle modalità con cui svolgere la suddetta riclassificazione, nella circolare n. 26/E del 2012 l’Agenzia delle entrate non si è direttamente espressa; tuttavia, si ritiene che essa consista nel ricollocare, nelle apposite voci dello schema legale, i singoli componenti di reddito che hanno concorso alla formazione del conto economico redatto secondo i criteri «IAS compliant», i quali rilevano per l’importo e sulla base della natura discendenti dall’applicazione di detti principi contabili.
30 Luglio 2012

Il recupero della svalutazione fiscalmente non riconosciuta delle immobilizzazioni ai fini IRAP

A oltre quattro anni di distanza dal cambiamento radicale delle regole di determinazione della base imponibile IRAP introdotto dalla legge n. 244/2007, l’Agenzia delle entrate è nuovamente tornata sul tema, fornendo importanti ed attesi chiarimenti con la circolare n. 26/E del 2012. In particolare, è stato precisato che, in caso di svalutazione fiscalmente non riconosciuta delle immobilizzazioni, il recupero di tale componente negativa avviene secondo le regole valevoli ai fini IRES, se la svalutazione è stata operata anteriormente all’entrata in vigore delle nuove regole citate; esso, invece, avviene in maniera sganciata dalle regole IRES in caso di svalutazione operata in vigenza del nuovo regime.
  16 Luglio 2012

Sopravvenienze attive esenti anche negli accordi di ristrutturazione dei debiti

A distanza di alcuni anni dalla loro introduzione, il legislatore, con il D.L. n. 83/2012 (decreto «crescita»), si è finalmente occupato della disciplina fiscale applicabile, agli effetti delle imposte sui redditi, agli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis della legge fallimentare, disponendo l’esenzione delle sopravvenienze originate dalla falcidia dei debiti oggetto di tale accordo. L’intervento normativo ha posto rimedio alle asimmetrie presenti nell’ordinamento previgente, che avevano reso il ricorso a tale istituto giuridico meno conveniente rispetto agli istituti di cui dovrebbe costituire un’importante alternativa, a causa del differente (e più penalizzante) regime fiscale finora ad esso applicabile.
26 Giugno 2012

Rilevanza e limiti dell'antieconomicità della condotta dei contribuenti


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  4 Giugno 2012

UNICO 2012: le imposte su immobili e attività finanziarie detenuti all’estero

Tra le novità del Mod. UNICO 2012 Persone Fisiche assumono particolare rilevanza quelle relative alla dichiarazione delle nuove imposte patrimoniali sui beni detenuti all’estero. Si tratta, in particolare, dell’imposta sugli immobili detenuti all’estero (IVIE) e dell’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE), per le quali tuttavia la normativa non risulta ancora completa in quanto mancano ancora i previsti provvedimenti attuativi da parte del Direttore dell’Agenzia delle entrate. In ogni caso il versamento dovrà essere effettuato a cura del contribuente entro il termine stabilito per le imposte sui redditi relative all’anno di riferimento. I dati per la liquidazione di dette imposte dovranno essere riportati nella nuova sezione XVI del Quadro RM, che dovrà essere compilata anche da coloro che presentano il Mod. 730/2012.
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