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di Giulio Andreani

26 Giugno 2012

Rilevanza e limiti dell'antieconomicità della condotta dei contribuenti


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  4 Giugno 2012

UNICO 2012: le imposte su immobili e attività finanziarie detenuti all’estero

Tra le novità del Mod. UNICO 2012 Persone Fisiche assumono particolare rilevanza quelle relative alla dichiarazione delle nuove imposte patrimoniali sui beni detenuti all’estero. Si tratta, in particolare, dell’imposta sugli immobili detenuti all’estero (IVIE) e dell’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE), per le quali tuttavia la normativa non risulta ancora completa in quanto mancano ancora i previsti provvedimenti attuativi da parte del Direttore dell’Agenzia delle entrate. In ogni caso il versamento dovrà essere effettuato a cura del contribuente entro il termine stabilito per le imposte sui redditi relative all’anno di riferimento. I dati per la liquidazione di dette imposte dovranno essere riportati nella nuova sezione XVI del Quadro RM, che dovrà essere compilata anche da coloro che presentano il Mod. 730/2012.
30 Aprile 2012

Le ritenute del 20% sugli utili da partecipazioni

Con la circolare n. 11/E del 2012, l’Agenzia delle entrate ha esaminato gli effetti prodotti dal D.L. n. 138/2011 sulla tassazione degli utili da partecipazioni societarie, affermando la generale applicabilità delle ritenute e delle imposte sostitutive relative a tali utili nella novellata misura del 20%. La nuova aliquota riguarda anche gli utili inerenti alle azioni di risparmio e quelli distribuiti dalle SIIQ. Rimangono peraltro immutate le disposizioni concernenti gli utili distribuiti dalle società residenti nella UE e nello SSE e quelle derivanti dal recepimento della direttiva «madre-figlia». La nuova aliquota si applica agli utili percepiti dal 1° gennaio 2012, indipendentemente dalla data della delibera con cui ne è stata disposta la distribuzione.
  26 Marzo 2012

La rilevanza dello scudo fiscale rispetto all’IVA

Con il decreto semplificazioni fiscali è stata introdotta una disposizione in merito agli «scudi fiscali» del 2001 e del 2009, in base alla quale lo «scudo» non preclude comunque l’accertamento dell’IVA. Tale previsione è illegittima, perché costituisce violazione del principio dell’affidamento e della buona fede e quanto meno inopportuna, perchè genera incertezza del diritto. Il decreto ha anche previsto, oltre al differimento al 16 maggio di ogni anno del versamento, a cura degli intermediari, dell’imposta di bollo speciale sulle attività finanziarie oggetto di emersione attraverso le varie edizioni dello «scudo fiscale», che da tale imposta può essere detratto anche l’importo dell’imposta di bollo dovuta sugli estratti conto dei conti correnti. Novità anche per quanto riguarda l’imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela da parte degli intermediari finanziari, già oggetto di «restyling» ad opera del D.L. n. 201/2011.
5 Marzo 2012

L’imposta di bollo sulle attività finanziarie scudate: valutazioni di convenienza

Con il decreto «salva Italia» è stata introdotta un’imposta di bollo speciale sulle attività finanziarie oggetto di rimpatrio attraverso le varie edizioni dello scudo fiscale, il cui presupposto è costituito dall’esistenza di attività finanziarie ancora segretate. Pertanto i contribuenti interessati devono effettuare una valutazione di convenienza circa l’opportunità di rinunciare alla segretazione al fine di non pagare l’imposta. Le valutazioni che i contribuenti saranno chiamati ad effettuare concernono anche gli effetti generati dall’obbligo di comunicazione dei rapporti finanziari all’Anagrafe tributaria previsto in capo agli intermediari finanziari.
  27 Febbraio 2012

Oneri del contribuente in fase procedimentale e preclusioni processuali

La funzione impositiva è vincolata al rispetto (anche) dei principi generali dell’ordinamento comunitario, in virtù dei quali il contribuente ha il diritto, non l’onere, di partecipare attivamente al contraddittorio procedimentale. Ne consegue, da un lato, l’insussistenza, in capo a costui, dell’onere di contestazione dei fatti e delle qualificazioni giuridiche che l’ente impositore, in esito all’istruttoria, intende porre a fondamento delle riprese fiscali; e, dall’altro lato, l’illegittimità delle disposizioni che fanno discendere, dall’inerzia del soggetto passivo nel corso dell’istruttoria, preclusioni processuali a suo carico.
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