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di Giulio Andreani

16 Febbraio 2015

La transazione fiscale preclude nuovi accertamenti?

L’Agenzia delle entrate sostiene che il “consolidamento del debito fiscale” generato dalla transazione fiscale non comporti la decadenza del suo potere di accertamento. Tuttavia, considerazioni di ordine logico-sistematico inducono a ritenere che il consolidamento dei debiti tributari, conseguente al perfezionamento della transazione fiscale, preclude l’emanazione di ulteriori atti impositivi con riguardo ai tributi oggetto della stessa. A questa conclusione è pervenuta, con argomentazioni condivisibili, la Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza n. 5485 del 2014, secondo cui prevedere la possibilità di effettuare nuovi controlli di merito comporterebbe il sostanziale depotenziamento dell’istituto introdotto con la riforma delle procedure concorsuali, rendendolo di fatto privo di “appeal” per il debitore.
  2 Febbraio 2015

Legge di Stabilità 2015: nuovi criteri per identificare le imprese black list

La L.n. 244/2007aveva stabilito che i “paradisi fiscali” sono gli Stati e i territori con cui manca un adeguato scambio di informazioni. Lo stesso principio è stato ora ribadito dalla legge di stabilità 2015, che ha previsto - medio tempore - l’emanazione di una nuova black list da predisporre con esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni. Ciò conferma che la ratio della disciplina dei costi black list non è quella di impedire (o ostacolare) i rapporti commerciali con le imprese domiciliate in Paesi a fiscalità privilegiata, come spesso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sostengono, ma di contrastare la deduzione di costi inesistenti mediante transazioni commerciali poste in essere con soggetti domiciliati nei Paesi che non consentono un effettivo scambio di informazioni.
20 Gennaio 2015

Dopo il decreto semplificazioni resta ancora indefinita la qualificazione del reddito delle S.T.P.

Come era già accaduto in altra occasione, non ha avuto esito positivo il nuovo tentativo del Governo di qualificare, in via normativa, come “d’impresa” il reddito conseguito dalle società tra professionisti costituite ai sensi della legge n. 183/2011. Infatti, le problematiche emerse durante il confronto con le commissioni di Camera e Senato hanno indotto il legislatore delegato ad eliminare la relativa disposizione dal decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali. Il regime fiscale cui assoggettare il suddetto reddito, dunque, deve essere individuato in via interpretativa. In proposito, pur non potendosi negare le problematiche che discendono da tale inquadramento, il reddito prodotto dalle società tra professionisti costituite in forma di società commerciali pare configurarsi quale reddito d’impresa, in forza della presunzione contenuta negli artt. 6 e 81 del T.U.I.R..
  24 Novembre 2014

Reddito detassato per le imprese titolari di intangibles

L’agevolazione fiscale, che si intende introdurre con il disegno di legge di stabilità 2015, a favore di imprese titolari di intangibles risponde all’esigenza di non penalizzare il nostro ordinamento tributario rispetto a quello degli altri Paesi aderenti all’Unione europea, con riguardo a un settore (quello degli intangibles) caratterizzato dalla massima mobilità e da un elevato grado di concorrenza fiscale tra Stati. Sarebbe quindi opportuno chiarire, in sede di approvazione definitiva del provvedimento di legge, che l’agevolazione ha natura permanente e che, decorso il periodo di cinque periodi d’imposta, l’opzione per il regime di patent box può essere rinnovata.
10 Novembre 2014

Gli utili accantonati ai fini dell’ACE e il trattamento della riserva di rivalutazione

I criteri di determinazione della agevolazione “ACE” prevedono che gli atti finalizzati alla capitalizzazione della società, concorrenti positivamente alla formazione della “variazione in aumento”, sono rappresentati unicamente (i) dai conferimenti in denaro e (ii) dalle delibere assembleari aventi ad oggetto la destinazione degli utili d’esercizio che non ne dispongano la distribuzione ai soci, ma il mantenimento nell’economia dell’impresa (anche a titolo di mero riporto a nuovo). Benché l’Agenzia delle Entrate non si sia ancora espressa sul punto, si ritiene che la riserva di rivalutazione ex L. n. 147/2013, siccome non costituita in sede di destinazione dell’utile d’esercizio, non possa assumere rilevanza ai fini della suddetta variazione (oltre che per il fatto di essere generata da un fenomeno prettamente valutativo).
  3 Novembre 2014

Obblighi ed esenzioni per la comunicazione dati dei beni in godimento ai soci e dei versamenti

La compilazione della comunicazione dei dati relativi ai beni concessi in godimento ai soci e di quella dei dati relativi ai versamenti effettuati (a titolo di prestito o di apporto di capitale) si presenta per certi versi ancora problematica. Una questione particolare concerne il campo di applicazione dei beni concessi in godimento ai soci i cui dati devono essere comunicati annualmente, che pare doversi circoscrivere ai soli beni in relazione ai quali matura in capo al soggetto utilizzatore un reddito diverso e, dunque, l'obbligo di dichiararne il relativo importo nel quadro RL del modello UNICO, costituendo la comunicazione dei dati completi ad essi relativi uno strumento propedeutico al controllo del corretto adempimento di tale obbligazione tributaria.
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