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di Giulio Andreani

9 Agosto 2013

L'obbligo di pagamento dell'iva e delle ritenute nel concordato preventivo con e senza transazione fiscale

Sommario

1. Premessa. 2. Natura facoltativa od obbligatoria della transazione fiscale. 3. Il trattamento del credito erariale avente a oggetto l'iva e le ritenute. 3.1. La tesi della prevalenza dell'art.160, comma 2, sull'art. 182-ter, comma 1, della legge fallimentare sostenuta prima delle pronunce della Corte di Cassazione. 3.2. La tesi della Corte di Cassazione. 3.3. L'orientamento della giurisprudenza di merito successivo alle sentenze della Corte di Cassazione. 4. Critica della tesi della Corte di Cassazione sulla intangibilità dei crediti tributari relativi a iva e ritenute nel concordato preventivo. 4.1. La asserita natura al tempo stesso processuale e sostanziale dell'art. 182-ter e l'inesistenza del principio di trattamento omogeneo dei crediti erariali nelle procedure concorsuali. 4.2. La irrilevanza della natura comunitaria dell'iva ai fini di cui trattasi. 4.3. Il contrasto tra il comma 2 dell'art. 160 della legge fallimentare e gli artt. 2777 e segg. c.c., da un lato, e l'art. 182-ter, comma 1, della legge fallimentare, dall'altro, e il suo (solo apparente) superamento da parte della Corte di Cassazione.

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  5 Agosto 2013

Novità giurisprudenziali sulla falcidiabilità dell'IVA e delle ritenute fiscali nel concordato preventivo

Nei giorni scorsi sono intervenute nuove pronunce di giudici di merito sulla falcidiabilità dell'iva e delle ritenute fiscali nel concordato preventivo non assistito da transazione fiscale, le quali, analogamente a quanto era accaduto in precedenza, pervengono a conclusioni contrapposte, in parte aderendo all'indirizzo espresso ormai in più occasioni dalla Corte di Cassazione, contrario alla falcidiabilità in ogni caso di tali tributi, e in parte disattendendolo.
In particolare secondo il decreto n. 132/1326 emesso dalla Corte di Appello di Genova il 10 - 27 luglio 2013, il fatto che il divieto di falcidia del credito iva sia previsto esclusivamente dall'art. 182-ter della legge fallimentare e non sia stato inserito nell'ambito della disciplina generale del concordato, posta dall'art. 160 della stessa legge, costituisce un argomento di natura sistematica che non può essere trascurato...

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29 Luglio 2013

Principi di attestazione dei piani di risanamento: le attestazioni speciali di cui agli artt. 182-quinquies e 186-bis L.F.

Sono in corso di emanazione, da parte di qualificati organismi professionali e accademici, i principi di attestazione dei piani di risanamento; qui di seguito viene esposto quello concernente le attestazioni speciali previste dagli artt. 182-quinquies e 186-bis L.F..

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  29 Luglio 2013

Il trattamento contabile e fiscale della costituzione del diritto di superficie

L’Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, con il Doc. n. 16 del 2013, ha affrontato le diverse problematiche poste, sotto il profilo contabile, dalla costituzione del diritto di superficie, sia dal lato dell’impresa concedente, sia dal lato dell’impresa concessionaria. Nel caso (più ricorrente) di costituzione a tempo determinato, il corrispettivo maturato deve essere trattato alla stregua di un canone per la concessione in godimento di un bene, da riscontare «pro rata temporis» se percepito in un’unica soluzione all’atto della stipula del reativo contratto; a propria volta, l’impresa concessionaria deve imputare al conto economico solo la quota del corrispettivo di competenza di ciascun esercizio, anche in caso di pagamento dello stesso in un’unica soluzione. Si ritiene che il trattamento da riservare, ai fini delle imposte sui redditi, al corrispettivo conseguito dal concedente dovrebbe essere coerente con tale assetto contabile, mentre l’impostazione tradizionale, in forza dell’art. 9, comma 5, del T.U.I.R., considera applicabile «in toto» la disciplina fiscale relativa alla cessione a titolo oneroso.
7 Luglio 2013

La comunicazione dei saldi e delle movimentazioni dei "conti scudati" all'archivio dei rapporti finanziari

Gli intermediari finanziari si accingono a comunicare all'Anagrafe tributaria le movimentazioni e i saldi dei rapporti finanziari relativi all'anno 2011 e si stanno domandando se sono oggetto di tale comunicazione anche i rapporti finanziari "scudati".
Illustriamo qui di seguito i motivi per i quali tali rapporti dovrebbero essere esclusi dalla predetta comunicazione, anche se probabilmente l'opinione dell'Agenzia delle entrate sarà diversa.

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  24 Giugno 2013

Assonime fa il punto su accordi di ristrutturazione, piani attestati e sopravvenienze da esdebitamento

La disposizione dell’art. 88, comma 4, del T.U.I.R., che esclude, «per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo», la rilevanza fiscale della sopravvenienza attiva costituita dalla riduzione dei debiti dell’impresa derivante da accordi di ristrutturazione dei debiti omologati e da piani attestati, pubblicati nel registro delle imprese, è stata oggetto di approfondito esame da parte dell’Assonime con la circolare n. 15 del 2013. Secondo l’Associazione, in virtù della presumibile «ratio» della norma (alla quale non sarebbe possibile attribuire decorrenza retroattiva per gli elementi di novità introdotti), la perdita di periodo, cui commisurare la quota imponibile della sopravvenienza attiva, deve essere computata senza tenere conto di detto provento e il limite di utilizzo dell’80%, previsto dall’art. 84 del T.U.I.R. per le perdite pregresse (diverse da quelle realizzate nei primi tre periodi d’imposta), deve essere applicato non al reddito d’impresa imponibile effettivamente dichiarato, bensì - al solo tal fine – a quello calcolato assumendo la sopravvenienza attiva integralmente tassabile.
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